2019-02-16T19:16:51+00:00

Storia dell’ITINERARIO

La direttrice viaria su cui si basa la Via Romea Germanica Imperiale fu utilizzata da Celti ed Etruschi per raggiungere la Pianura Padana;   i Romani svilupparono diversi itinerari che collegavano importanti vie consolari come Cassia, Emilia e Claudia Augusta; nel medioevo vi transitarono Longobardi, Franchi, Germanici,  e divenne una tra le rotte militari e commerciali più importanti anche per i collegamenti con le città baltiche, le miniere di salgemma di Salisburgo e per le fiere della Champagne e di Fiandra. Il transito dei pellegrini è testimoniato dalla diffusione di tanti ospitali. Soprattutto negli ultimi secoli si sono qui sviluppati, con trend sempre crescenti, i movimenti  tra l’Italia e i Paesi nordici: commerci, eserciti, pellegrinaggi, i Gran Tour di poeti, scrittori, pittori e studiosi della classicità presente nel nostro Paese, fino alla moderna viabilità stradale ed autostradale (Abetone – Brennero).
La situazione politica antica, che subiva cambiamenti molto frequenti, determinava altrettanto frequenti modifiche  della viabilità utilizzata per gli spostamenti. Si dovevano infatti cercare itinerari che evitassero, o almeno riducessero al minimo, l’attraversamento di confini a volte impraticabili, e  costosi. Un esempio in tal senso è il Passo dell’Abetone che, a partire dal diciottesimo secolo, divenne progressivamente il valico più importante dell’intero Appennino settentrionale, collegando terre i cui governi provenivano dalle stesse origini dinastiche. Oggi vi transita la statale Abetone – Brennero, e da Modena l’autostrada A22, del Brennero.

Il nome scelto riassume i principali riferimenti:

il termine Romea indica la meta, Roma, che si raggiunge tramite la storica Via Romea Germanica di cui costituisce una importante variante.

L’aggettivo “Imperiale” segnala che questi itinerari sono legati ad eminenti figure storiche: 1) il primo imperatore romano, Augusto, cui fu dedicata la via Claudia Augusta: partendo da Augusta arrivava a Ostiglia sul Po, e poi proseguì con strade minori fino all’Appennino. 2) gli imperatori della dinastia Ottoniana che, circa mille anni dopo Augusto, per queste strade scesero in Italia, recandosi fino a Roma. 3) Ultimo riferimento “imperiale” è Federico II, lo “Stupor Mundi”, del quale incontriamo un magnifico castello a Prato.

La Via Romea Germanica  IMPERIALE si basa su una viabilità esistente, non sono stati cioè tracciati nuovi percorsi.
La Via utilizza parti del reticolo di itinerari storici Italiani, attraverso i quali è possibile raggiungere ogni angolo d’Italia.
Da Trento (ove arriva il tragitto compiuto dal Monaco Albert, su cui si basa la Via Romea Germanica) si percorrono diversi tratti di importanti vie storiche: tre vie Consolari Romane (Claudia Augusta/in Trentino, Postumia/Veneto e Lombardia e Cassia – Vetus / Toscana); la via Ghibellina (Firenze) e la settecentesca via Vandelli (da Modena e Sassuolo a Massa); le antiche vie d’acqua che collegavano Modena al Po e a Mantova; il Cammino devozionale di San Bartolomeo, che raggiunge molti luoghi Longobardi a cavallo dell’Appennino settentrionale, la Via Vecchia Aretina, lungo il Valdarno superiore, percorsa anche da San Francesco e dai suoi frati, per recarsi a Firenze e poi in Francia, Spagna, ecc.